ANALISI SIMBOLICA E PSICOANALITICA DEL FILM “CAMP MIASMA”
La parola chiave che ci può far capire il significato profondo di questo film ermetico e ostico alla visione viene scritta su un quaderno dalla protagonista nei primi minuti della pellicola: “desiderio”.

Secondo la psicoanalisi, nell’essere umano esistono delle pulsioni primarie, ovvero delle spinte energetiche della psiche verso il mondo esterno e interno volte allo scarico di una tensione biologica. Il desiderio è la forma cosciente di queste pulsioni e si manifesta quando questa energia psichica si lega a immagini o a pensieri.
Secondo Freud vi sono due pulsioni principali: Eros, ovvero la spinta all’unione, alla coesione sociale, alla vita, alla sessualità, all’autoconservazione; e Thanatos, la pulsione di morte, cioè il la tendenza dell’essere umano a vivere in assenza di tensioni energetiche, stato che corrisponde al mondo inorganico, quindi al non vivente. Thanatos si manifesta attraverso l’aggressività, la violenza, l’autodistruzione, l’odio.
Ritengo che “Camp Miasma” renda perfettamente la convivenza di queste due pulsioni nella psiche umana. Infatti, sessualità e morte sono profondamente intrecciate in questo film e le viviamo attraverso un punto di vista interamente femminile, cosa inusuale nel mondo cinematografico.

All’inizio del film, la protagonista (Kris), una giovane regista, ci viene presentata come una donna la cui energia psichica e la cui sessualità sono come bloccate: capiamo che, nonostante a livello mentale sia aperta e progressista e si definisca queer, non tollera la relazione aperta che ha instaurato con la sua ragazza ma non ha il coraggio di ammetterlo a sé stessa o di confessarlo alla compagna. Si fa mettere i piedi in testa dalla manager, dai colleghi e dai capi della produzione cinematografica. Ignora le avances sessuali della commessa del negozio. Tutto ciò è simboleggiato e sostenuto da vari elementi visivi esterni: il vestiario di Kris è fatto di maglioni sciatti e berretti che la coprono completamente; a livello di ambientazione ci troviamo in una foresta piena di neve e dove tutto è ghiacciato, compreso il lago del Camp dove vive Billy, l’attrice protagonista della saga horror “Camp Miasma”. L’Eros di Kris non riesce ad esprimersi pienamente e ciò viene mostrato esplicitamente quando, in un momento di intimità con Billy, non riesce a raggiungere l’orgasmo e dice di non essere molto “portata” per il sesso. È inibita e non riesce a lasciarsi andare.
Ed è qui che entra in scena Thanatos, la pulsione di morte. Vediamo come Kris sia appassionata di film horror e della saga di “Camp Miasma” fin da bambina e come, anche da adulta, adori riguardare le vecchie proiezioni mangiando junk food. Il mangiare cibo spazzatura è un puro atto edonistico e trasgressivo, come guardare un film vietato ai minori: la sregolatezza alimentare e cinematografica è un modo per Kris di dare sfogo alla sua libido repressa; qui può abbandonarsi in modo sublimato al “desiderio”, parola che scrive sul suo quaderno mentre pianifica come creare il suo film. Dunque, la tendenza verso qualcosa di malevolo e distruttivo (Thanatos) veicola Eros, la pulsione sessuale e creativa.

Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che il serial killer della saga venga chiamato “Little Death”: questo termine è una espressione idiomatica tipicamente francese (petite mort) che va ad indicare lo stato di abbandono fisico e mentale che si verifica in seguito ad un orgasmo. È come se fosse una piccola morte perché vi è un’alterazione del consueto stato di coscienza, una sorta di sgancio dalla realtà, a cui poi segue una rinascita, una ricostruzione. Dunque, simbolicamente, all’inizio del film il nostro serial killer è dormiente nel fondo di un lago ghiacciato, che potremmo interpretare come l’inconscio o la vagina stessa di Kris. Little Death dorme e si risveglia solo se chiamato, ovvero solo quando si riattiva Eros. Durante lo svolgersi della pellicola, il rapporto di Kris con l’attrice Billy, final girl di “Camp Miasma”, dà nuova linfa vitale a Little Death che comincia a ridestarsi con la sua arma fallica dalla sua tana nelle profondità del lago ghiacciato accendendo una luce.

Quando Kris parla con i colleghi e i capi di produzione nella video call, si rende conto, in un momento di insight, che loro non stanno facendo un film su Little Death ma che questo è il film di Little Death! Sono loro ad essere nel film del mostro. A livello psichico, Kris ha intuito una verità molto profonda: sono i contenuti dell’inconscio a guidare la nostra vita, non siamo noi a dirigere i contenuti inconsci. Secondo Jung, infatti, la coscienza e l’Io non hanno un vero controllo della psiche, non sono il centro di comando e non dirigono il nostro destino. Abbiamo solo l’illusione di essere sempre padroni di noi stessi, quando invece siamo governati da pulsioni e forze psichiche archetipiche antiche e molto potenti, situate nel profondo del nostro inconscio (in un lago!), di cui non siamo consapevoli. Dunque siamo noi ad essere diretti da Little Death, da questa fusione di Eros e Thanatos, non il contrario. Vediamo infatti il killer nel suo antro (che ricorda un vecchio Blockbuster) scegliere quale video cassetta guardare e inserirla in una parete viscida che ricorda una apertura vaginale.
Nella scena finale del film, vediamo Little Death ormai rinato e completamente disinibito. Ora il desiderio di Kris è libero e selvaggio e può fare tutto ciò che vuole: metaforicamente (ma nel film realmente), Kris uccide, tramite Little Death, la compagna, la manager, i colleghi e i capi, insomma tutte quelle figure della sua vita di cui si sarebbe voluta liberare. E infine, uccide anche Billy e sé stessa, ed è proprio in quel momento di morte che riesce ad avere un orgasmo, il massimo della pulsione erotica. La consapevolezza della vulnerabilità e della morte (Thanatos, l’arrivo del serial killer) spinge la psiche ad aggrapparsi alla vita e all’amore (rapporto sessuale con Billy e orgasmo). Di fronte alla paura dell’estinzione fisica e all’angoscia esistenziale, l’essere umano cerca rifugio in una comunione emotiva e sessuale.

Il personaggio di Billy, fondamentale per il risveglio psichico di Kris, ha vissuto un’esperienza simile alla giovane regista ma è una donna che si sente incompresa dal mondo. È sicura di sé, disinibita, sensuale, elegante e raffinata, è una donna che si conosce profondamente. Il desiderio di una donna ci viene mostrato come qualcosa di distruttivo che necessita di nascondersi dalla società e dalle norme del vivere civile, infatti Billy vive sola e ritirata dal mondo nel camp dove è stato girato il film. Una donna consapevole del proprio desiderio e in grado di risvegliarlo è quindi da ostracizzare poiché, sapendo cosa vuole ed essendo in grado di prenderselo spietatamente, risulta incomprensibile e pericolosa. Kris stessa è imbarazzata a parlare del proprio desiderio, poiché nessuno glielo chiede mai, nessuno si interessa a cosa vuole veramente, a chi è veramente. Ma Billy è diversa, la comprende e la aiuta a rinascere attraverso il loro rapporto intimo e omosessuale.
Dopo il loro amplesso e dopo essere state metaforicamente uccise da Little Death, ricoperte del loro stesso sangue, escono dal loro isolamento nel camp e tornano alla vita. Il lago è completamente sghiacciato e la natura si risveglia come se fosse primavera. Ora sono loro stesse, sono libere: hanno integrato i loro contenuti inconsci nella loro coscienza che le avvia verso un processo individuativo. I contenuti dell’inconscio, seppur possano apparire mostruosi, quando vengono integrati alla coscienza apportano vitalità ed energia. Kris ora gira in mutande senza vergogna e, insieme a Billy, fa manbassa di junk food senza sensi di colpa. Il sangue di cui sono ricoperte, palesemente e volutamente finto, forse ci rimanda di più a una glassa caramellosa e zuccherosa per ricordarci che morte e godimento sono fatti della stessa materia.




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